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Ho difeso il mio amore, lampadario-scultura, 2009

BIOGRAFIA

 

Nato in provincia di Brescia nel 1966, e cresciuto tra Milano e Reggio Emilia, a trent’anni comincia a dedicarsi alla fotografia. La passione e l’abile utilizzo della luce lo portano presto a lavorare per il mondo pubblicitario, senza però trascurare la costante ricerca di nuovi “punti di vista”, originali e introspettivi. Nel 2003 la prima personale, presso un Caffè Letterario, dove presenta il ciclo “Moka”, una serie di immagini rubate al quotidiano rituale tutto italiano del caffè. Questa immagini, che realizza direttamente sul fornello di casa ottenendo dettagli “macro” carichi di sensualità tattile/olfattiva, le opere vengono stampate direttamente su alluminio per rafforzare il rapporto soggetto/supporto. Nello stesso anno espone ai Chiostri della Ghiara a Reggio Emilia “Anticorpo”, dove l’artista si esprime utilizzando corpi nudi restituiti alla materia attraverso l’ausilio della luce e del pennello con un abile utilizzo del colore nero. Le immagini stampate questa volta su tela pittorica, rimandano a corpi “caravaggeschi” carichi di sensualità. E’ in questa occasione che nasce “Opera al nero”, un’esposizione o meglio, una tecnica, che, con notevole successo di pubblico e critica, comincia ad indicare (illuminare) a Chiodi la strada più personale ed originale da seguire.

Nel 2004 espone la serie “Distonie” in una collettiva presso lo storico gallerista Luciano Inga Pin: in questa serie propone una propria “deformazione” della lettura del corpo umano, ottenuta utilizzando semplici “mattoni” di vetrocemento che fanno intravedere “nudi disciolti” di particolare bellezza.

Nel 2005 la ricerca prosegue in costante evoluzione: l’artista si trasferisce a Milano e sempre con “Opera al nero” rivisita alcune icone classiche dell’arte seicentesca del Merisi da Caravaggio ed altri autori dell’epoca con “L’amore ai tempi del colera” (Galleria Factory, Modena, a cura di Alberto Agazzani). Sempre nel 2005 presenta l’inedito “Myopia”: le opere consentono all’interlocutore di guardare attraverso il romantico punto di vista di un miope; in questo caso Gianluca Chiodi ottiene immagini che varcano il confine della realtà unendo lo “sfuocato” del difetto visivo al “fuoco” morbido e circoscritto delle proprie lenti. Nel 2007, sempre alla Galleria Factory con Alberto Agazzani presenta “Furia Corporis”: tutta l’energia della lotta e del gioco, dell’amore e l’odio, nel corpo a corpo. Nel 2008 la selezione al Premio Terna e la prima personale a Milano: Santi, Peccati e Peccatori (Galleria Il Torchio) in cui Chiodi mette in scena le icone glamour di una quotidianità più carnale che spirituale in un cocktail di elegante kitsch; ed ancora, la Francia, Paris Photo e “L’amore ai tempi del colera”, personale nel cuore di Parigi a cura di Alberto Agazzani.

Il marzo 2009 vede a Milano la prima personale pubblica dal titolo “Matrioske”: bambole viventi in gentile stato di grazia, omaggio alla generosità delle donne e alla fertilità della terra. Nello stesso anno, il fascino e la carnalità di “Furia corporis”, aprono le porte della Werkstatt Galerie di Berlino all’interno del progetto Man-kind: version & perversion,

curato da E. Lucie Smith. Nel frattempo anche il neonato progetto I AM, elegante e metaforico focus sulla necessità dell’uomo di spogliarsi del superfluo a favore di una ritrovata e istintiva umanità, raccoglie l’ennesimo sostegno della critica rientrando tra le opere candidate al Premio Celeste 2009.

Dal 2010 lavora con Sabrina Raffaghello che lo rappresenta in diverse fiere sia in Italia che all’estero.

Nel 2011, in occasione del progetto promosso dal Museo Bernareggi in collaborazione con le gallerie bergamasche, la galleria Marelia presenta la mostra personale, “Se mi lasci ti cancello,” l’opportunità per apprezzare in un unico evento l’esperienza estetica dell’artista, selezionata attraverso il filtro delle tematiche bibliche

Lo stesso anno Sabrina Raffaghello  lo invita a partecipare alla Biennale di Fotografia di Alessandria in cui Chiodi presenta “Piccoli mondi”, un’installazione di globi sospesi in vetro al cui interno, visibili attraverso un oculare, si racchiudono ritratti di persone nella loro intimità domestica o lavorativa. Di questo progetto fa parte l’installazione “Marena” con la quale nel 2012 partecipa al Premio Fabbri, opera entrata a far parte della Collezione dell’omonimo museo. Il 2012 vedrà ciascuno dei suoi “Passi e Contrappassi” entrare a far parte del ciclo di mostre dedicate ai Vizi Capitali, curate dal critico Roberto Ronca presso Villa Vannucchi di S. Giorgio a Cremano (NA) e presso il Museo Arco di Benevento.

Nel 2013, partecipa ad “Aliens. Le forme alienanti del contemporaneo”, un progetto nazionale ed itinerante ideato da Sergio Curtacci  direttore del magazine di arte contemporanea “Frattura Scomposta” e che chiama gli artisti a esprimere, ognuno con la propria tecnica e il proprio immaginario, la tematica riguardante l’alienazione umana, a Palazzo Pirola di Gorgonzola e Palazzo Vernazza Castromediano di Lecce.

Al Museo Teatro della Commedia di Genova a gennaio 2014,  in occasione della collettiva “Dimenticare a memoria” a cura di Laura Galante e Claudio Tosi, Chiodi espone l’inedita installazione di I AM. Una serie di fotografie in scala reale di persone che si sono spogliate di ciò che hanno, per riscoprire ciò che sono; al centro della stanza i loro abiti sono un collegamento visivo e nel contempo si fanno immagine della spogliazione dei prigionieri arrivati nei campi di concentramento. Dal 2012 lavora con Federico Rui Arte Contemporanea che lo presenta nella personale dal titolo “Risvegli – 100% biodegradabile” nel 2014. Questo lavoro viene inserito da Vanilla Editore in un volume monografico della collana [PageNotFound]

 

 

BIOGRAPHY

Born in the province of Brescia in 1966 , and grew up in Milan and Reggio Emilia, thirty began to devote himself to photography. The passion and the skillful use of light soon led him to work for the advertising world , without neglecting the constant search for new ” points of view” , original and introspective . In 2003, the first solo show , at a Literary Cafe , where he presented the cycle ” Moka” , a series of images stolen from the daily ritual of all Italian coffee. This image , which realizes directly on the stove at home getting details “macro” full of sensuality tactile / olfactory , the works are printed directly on aluminum to strengthen the relationship subject / support . In the same year he exhibited at the Cloisters of Ghiara in Reggio Emilia ” Antibody “, where the artist expresses himself using naked bodies returned to the subject through the use of light and brush with a clever use of the color black . The pictures printed on canvas this time , refer to bodies ” Caravaggio” full of sensuality. E ‘ on this occasion that comes “Work to Black ” , an exhibit or rather, a technique , which , with considerable success with audiences and critics , begins to indicate ( light ) Nails in the way more personal and original to follow.
In 2004 he exhibited the series ” dystonia ” in a group show at the historic gallery Luciano Inga Pin: in this series of her own ” deformation ” of the reading of the human body , obtained by using simple “building blocks” of glass blocks that offer glimpses of ” naked dissolved ” by beauty.
In 2005, the search continues in constant evolution: the artist moved to Milan and always with the “Opera to black ” revisits some classic icons of the art of the seventeenth century Merisi da Caravaggio and other authors of the time with ” Love in the Time of cholera ” ( Factory Gallery , Modena , curated by Alberto Agazzani ) . Also in 2005, presents the new ” Myopia ” : the works allow the other person to look through the romantic point of view of a short-sighted , in this case Gianluca Nails get images that cross the border of reality by joining the ” focus ” of the visual defect to the “fire ” soft and circumscribed their lenses . In 2007, again at the Galleria Alberto Agazzani Factory presents ” Furia Corporis ” : all of the energy of the fight and the game of love and hate, in the melee . In 2008, the selection of the Terna Award and the first solo show in Milan : Saints , Sinners and Sins ( Gallery Press ), in which Nails enacts the glamorous icons of everyday life more carnal than spiritual in an elegant cocktail of kitsch , and yet , France, Paris Photo and ” love in the Time of Cholera” , staff in the heart of Paris by Alberto Agazzani .
March 2009 sees the first solo exhibition in Milan Public titled ” Matryoshka ” dolls living in a state of gentle grace , a tribute to the generosity of women and fertility of the land. In the same year , charm, and carnality of “Fury corporis ,” open the doors of Werkstatt Galerie in Berlin within the project man -kind : version & perversion ,
edited by E. Lucie Smith. Meanwhile, the baby project I AM , elegant and metaphorical focus on the need to strip the superfluous man in favor of a newfound and instinctive humanity , collects yet another critical support coming in between the works proposed for the Celeste Prize 2009.
Since 2010 works with Sabrina Raffaghello representing him in various exhibitions both in Italy and abroad.
In 2011 , on the occasion of the project sponsored by the Bernareggi Museum in collaboration with the Bergamo galleries , gallery Marelia presents the solo exhibition , ” If the Spotless Mind , ” the chance to enjoy a unique event in the aesthetic experience of the artist , selected through the filter of biblical themes
That same year, Sabrina Raffaghello invited him to participate in the Biennial of Photography in Alexandria where Nails presents ” Small Worlds,” an installation of suspended glass globes in which, viewed through an eyepiece , are enclosed portraits of people in their home cosiness or work . This project is part of the installation ” Marena ” by which participates in the Fabbri Award in 2012 , the work became part of the collection namesake museum. 2012 will see each of its “Steps and Contrappassi ” to be part of the series of exhibitions dedicated to the Capital Vices , curated by the critic Roberto Ronca at Villa Vannucchi S. Giorgio a Cremano (NA) and at the Museum Arch of Benevento.
In 2013 , participates in “Aliens . The alienating forms of contemporary “, a national project and itinerant devised by Sergio Curtacci director of the magazine of contemporary art” fracture ” and calling artists to express , each with their own technique and their own imagination , the issue concerning the alienation human Palace Pirola Gorgonzola and Palazzo Vernazza Castromediano of Lecce.
At the Comedy Theatre Museum of Genoa in January 2014 , on the occasion of the exhibition ” Forget memory ” by Laura Galante and Claudio Tosi , Nails exposes the unusual installation of I AM . A series of photographs in the scale of real people who are stripped of what they have, to discover what they are at the center of the room their clothes are a visual connection and at the same time you make image of the stripping of prisoners arrived in the concentration camps .

Since 2012, working with Frederick Rui Contemporary Art presents the solo exhibition entitled “Awakening – 100% biodegradable ” in 2014. This job is posted by Vanilla Publisher in a monograph of the series [ PageNotFound ]

 

 

 

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